Tradução em português
GIORGIO GABER
Inizia a cantare e a suonare alla fine degli anni '50, facendosi apprezzare come chitarrista jazz e rock. Il suo primo disco è del 1958 ("Ciao ti dirò", scritta con Luigi Tenco) e nel 1959 esordisce in televisione nella trasmissione "Il Musichiere" (la stessa che dà il nome a questo wiki). Il successo arriva negli anni '60, con canzoni spesso ironiche, ispirate al repertorio popolare milanese (Il Riccardo, La ballata di Cerutti, Porta Romana), e con la partecipazioni a numerose trasmissioni televisive di successo.
Al culmine del successo e della popolarità , agli inizi degli anni '70, inizia la seconda parte della sua vita artistica: si allontana definitivamente dalla televisione e dal circuito discografico commerciale e dà vita al cosiddetto "Teatro Canzone", una formula innovativa che alterna canzoni e monologhi. Questi spettacoli (Il signor G, Dialogo fra un impegnato e un non so, Fare finta di essere sani), che Gaber per 30 anni porta nei teatri di tutta Italia con sale sempre esaurite, sono scritti insieme all'amico Sandro Luporini.
Sul palcoscenico Gaber si presenta solo senza alcuna scenografia, affrontando temi estremamente vari e talvolta scomodi: la politica, l'amicizia, l'amore, la religione, la sessualità ... Ogni argomento viene affrontato con ironia, con un misto di intelligenza critica, di disincanto, di profonda onestà intellettuale e di intensa partecipazione emotiva, che diventano il segno caratteristico di tutta la sua produzione successiva.
Il suo ultimo CD (Io non mi sento italiano) esce agli inizi del 2003, pochi giorni dopo la morte del Signor G., come veniva affettuosamente chiamato dal suo pubblico. Nelle ultime canzoni, pur con la voce talvolta affaticata dalla malattia, Gaber riafferma con forza impressionante tutto il suo coraggio, il suo impegno civile e il suo grande amore per la vita.
DISCOGRAFIA
- La mia generazione ha perso (2001): un gruppo di canzoni meravigliose, alternano momenti di intima riflessione (Quando sarò capace di amare) con altri di chiaro impegno politico (Destra-Sinistra).
- Io non mi sento italiano (2003): alcuni vecchi successi, reinterpretati per l'occasione, e un pugno di nuove canzoni, per l'ultimo album del cantautore. La canzone che dà il titolo al CD è una dichiarazione di amore (senza retoriche e con molte critiche) per l'Italia; "Il corrotto" è una ballata ironica e scanzonata sul tema della sessualità ; "Il dilemma" è una splendida, tristissima storia d'amore.
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